Micron Document
██████╗ ███████╗████████╗██╗██████╗ ███████╗██████╗ ██╗ █████╗
██╔══██╗██╔════╝╚══██╔══╝██║██╔══██╗██╔════╝██╔══██╗██║██╔══██╗
██████╔╝█████╗ ██║ ██║██████╔╝█████╗ ██║ ██║██║███████║
██╔══██╗██╔══╝ ██║ ██║██╔═══╝ ██╔══╝ ██║ ██║██║██╔══██║
██║ ██║███████╗ ██║ ██║██║ ███████╗██████╔╝██║██║ ██║
╚═╝ ╚═╝╚══════╝ ╚═╝ ╚═╝╚═╝ ╚══════╝╚═════╝ ╚═╝╚═╝ ╚═╝


🬧 The NomadNet Encyclopedia | Archives | Info
- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b

🔍 Search

¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯

Babilonia (città antica)
──────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────
top
mweaBabilonia (detta anche mweqBabele; 𒆍𒀭𒊏𒆠 in mwegaccadico: mwewBābilim, in mwfasumerico: 𒅗𒀭𒊏𒆠 mwfqKA.DINGIR.RAmwfgKI, mwfwin arabo بابل‎mwga?, in mwgqaramaico: mwggBābil) era una città dell'mwgwantica Mesopotamia, situata sull'mwhaEufrate, le cui rovine si trovano nei pressi della moderna città di mwhqAl Hillah (mwhggovernatorato di Babil), in mwhwIraq, a circa 80mwia km a sud di mwiqBaghdad.

Intorno al mwiwXVIII secolo a.C. (se si segue la mwjacronologia media), Babilonia, fino ad allora di minore importanza, estese, con mwjqHammurabi, il proprio regno su tutta la mwjgMesopotamia meridionale e oltre, definendo un'area che in epoca mwjwachemenide e poi mwkaellenistica verrà indicata con l'mwkqesonimo "mwkgBabilonia", dal nome del suo centro più importante.

Alla fine del mwlaVII e poi nel mwlqVI secolo a.C., il regno babilonese raggiunse il suo apice, con il re mwlgNabopolassar e il figlio mwlwNabucodonosor II; quest'ultimo estese l'impero (detto "mwmaImpero caldeo") fino a dominare gran parte del mwmqVicino Oriente antico. In quel periodo, Babilonia si estendeva per circa 1.000 ettari (10mwmg km²) ed era la più grande città del mondo. Il suo prestigio si estendeva oltre la Mesopotamia, soprattutto per via dei famosi monumenti che lì erano stati edificati, come le sue alte mura, le sue mwmwmwnaziqqurat (tra cui lmwnq'mwngmwnwEtemenanki), che ispirarono probabilmente il mwoaracconto biblico della mwoqtorre di Babele, e i suoi leggendari mwoggiardini pensili, la cui posizione non è stata, tuttavia, mai identificata.cite-ref-1[1]cite-ref-2[2]cite-ref-3[3]

Babilonia occupa un posto speciale anche per il mito correlato al suo lento declino e al successivo abbandono che si è avuto nei primi secoli del mwsaprimo millennio d.C.. Questo mito è sostenuto da diversi scritti mwsqbiblici e in quelli degli autori greco-romani. Il suo sito, la cui posizione non fu mai dimenticata, non è stato oggetto di scavi rilevanti fino all'inizio del mwsgXX secolo, quando vennero riportati alla luce i principali monumenti sotto la direzione dell'archeologo tedesco mwswRobert Koldewey (1855-1925). Da allora, l'importante documentazione archeologica ed mwtaepigrafica scoperta in città, integrata da informazioni provenienti da altri antichi siti legati alla città, ha fornito una rappresentazione molto accurata della Babilonia antica, superando i racconti mitologici. Nonostante ciò, rimangono alcune zone d'ombra su uno dei più importanti siti archeologici di tutta la mwtqstoria antica, mentre le prospettive per nuove ricerche sono ridotte a causa della situazione politica in mwtgIraq, creatasi dalla fine del XX secolo.

Contents

Storia
Note

──────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────

Origine del nome

La più antica fonte in cui si troverebbe il nome "Babilonia" è una tavoletta risalente ad un periodo intorno al mwug2500 a.C. (periodo protodinastico IIIa): vi si parla di una città chiamata mwuwBAmwva7.BAmwvq7 o mwvgBAR.KI.BARmwvwKI, il cui sovrano (mwwaENSÍ, mwwqmwwgensi) commemora la costruzione del tempio del dio mwwwmwxadAMAR.UTU che nei periodi successivi fu conosciuto con il nome mwxqsumero di mwxgMarduk, divinità protettrice di Babilonia.

Il nome Babilonia deriva dal mwyasumero Kadingira (mwyqKA.DINGIR.RAmwygKI), la cui traduzione in mwywaccadico è mwzaBābilim, «la porta di dio».cite-ref-4[Nota 1] Anticamente la città era conosciuta anche con il nome di Tintir (mwaqTIN.TIRmwagKI), ossia "Bosco di vita"cite-ref-5[4]. In epoca mwbwislamica la città era chiamata mwcaBābil.

Storia

Convenzionalmente, si usa dividere la storia di Babilonia in tre fasi (le date seguono la mweacronologia mediacite-ref-liverani24-6-0[5]):

• mwfwetà paleo-babilonese (dal 1894 al 1595 a.C.);
• mwgqetà medio-babilonese (dal 1600 al 1150 a.C.);
• mwgwetà neo-babilonese (dal 625 al 539 a.C.).

Il periodo neo-babilonese è preceduto, nella mwhqBassa Mesopotamia, dalla mwhgII dinastia di Isin (1150-1025 a.C.), da tre secoli di dinastie varie (1025-725 a.C.) e dal mwhwdominio assiro (725-625 a.C.).cite-ref-liverani24-6-1[5]

In confronto agli altri principali insediamenti mesopotamici (mwjqKish, mwjgUruk, mwjwUr, mwkaNippur e mwkqNinive), Babilonia appare tardi nella storia della mwkgMesopotamia, rendendo notevole la sua rapida ascesa. Al tempo di mwkwShulgi, re di Ur, Babilonia fu conquistata e poi retta da una serie di mwlamwlqensi.cite-ref-bibellexicon-7-0[6]

La mwmwmwnaLista reale babilonese inizia con mwnqSumu-abum, re vassallo di Isin.cite-ref-8[7] Babilonia crebbe rapidamente sotto la spinta della cosiddetta mwogdinastia amorrea che conseguì importanti successi militari durante il mwowperiodo paleo-babilonese, conquistando l'egemonia sull'intera area e distruggendo, sotto mwpaHammurabi, la città rivale di mwpqMari.cite-ref-9[8]. Fino ad allora, come dimostrano i ricchi archivi di Mari, nella regione si fronteggiarono varie città-stato: mwqgAssur, mwqwEshnunna, Mari, mwraAleppo, mwrqAlalakh, mwrgQatna.

Hammurabi e i suoi successori ampliarono la città, che fu fiorente fino al 1595 a.C., quando la città venne conquistata dal re ittita mwsaMurshili I.cite-ref-bibellexicon-7-1[6]

Il periodo successivo, chiamato "medio-babilonese", vide la città confermare la sua posizione come capitale della Mesopotamia meridionale, soprattutto perché acquisì il ruolo di grande centro religioso più che di un centro politico, sotto la mwtwdinastia cassita (entrata in crisi sotto i colpi del re assiro mwuaAshur-dan e del re elamico mwuqShutruk-Nakhunte, che la conquistò e saccheggiò) e poi sotto la mwugII dinastia di Isin (il cui re più importante fu mwuwNabucodonosor I).

Nell'mwvqVIII secolo, il re assiro mwvgTiglath-Pileser III assunse la regalità babilonese con il nome "Pulu". Babilonia entrerà progressivamente nella sfera dell'mwvwImpero neo-assiro, fino alla morte di mwwaAssurbanipal. Solo con mwwqNabopolassar Babilonia ritrovò la piena indipendenza e, anzi, con il concorso dei mwwgMedi, i Babilonesi abbatterono le capitali assire e diedero vita all'mwwwImpero caldeo (626-539 a.C.). Nel 539 a.C. la città venne conquistata da mwxaCiro II di Persia. Babilonia divenne provincia mwxqpersiana fino al 331 a.C. quando venne annessa all'impero di mwxgAlessandro Magno dopo la sconfitta di mwxwDario. Anche se non ricoprì più il ruolo di capitale, per tutto il I secolo a.C., la città vantò una notevole importanza, prima di essere abbandonata.

Babilonia sotto gli Amorrei

L'ascesa di Babilonia viene fatta coincidere con la nascita della prima mw0wdinastia amorrita, mw1aintorno al 1894 a.C., grazie al re mw1qSumu-abum (1894-1881 a.C.).cite-ref-10[9] Questo periodo è chiamato "paleo babilonese" o "antico babilonese". I vari re che si susseguirono, gradualmente espansero il regno, inizialmente limitato alla città e i suoi dintorni; sotto il comando del quinto re della mw2gI dinastia (mw2wSin-muballit, 1812-1793 a.C.), Babilonia divenne una potenza in grado di competere con gli altri grandi regni amorrei vicini: mw3aLarsa, mw3qEshnunna, mw3gIsin e mw3wUruk. Suo figlio mw4aHammurabi (1792-1750 a.C.) svolse un intelligente lavorio diplomatico, cambiando alleanze a seconda delle convenienze; sotto il suo regno, la prima dinastia babilonese divenne per la prima volta dominante.

Dopo una prima parte della vita senza aver conseguito particolari successi, Hammurabi riuscì in seguito a conquistare i regni a lui confinanti: Larsa, Eshnunna e mw4gMari. Babilonia divenne così la più grande potenza politica della Mesopotamia.cite-ref-11[10] Il figlio e successore mw5wSamsu-iluna (1749-1712 a.C.) riuscì a mantenere ancora per qualche tempo la supremazia, ma dovette affrontare diverse rivolte che indebolirono il suo regno. I seguenti re videro il loro paese disgregarsi a causa di ribellioni e attacchi da parte delle nazioni nemiche, in primo luogo i mw6aCassiti ma anche gli mw6qHurriti, il tutto in un clima di crisi agraria. mw6gSamsu-ditana (1625-1595 a.C.), il cui regno era ora costituito solo dalle terre nelle immediate vicinanze di Babilonia, venne pesantemente sconfitto e ucciso. Secondo i racconti della tradizione babilonese, il colpo fatale gli fu inferto dal re mw6wittita mw7aMuršili I, nel 1595 a.C., durante un'incursione su Babilonia. La città fu saccheggiata e la dinastia amorrea scomparve.cite-ref-12[Nota 2]cite-ref-13[Nota 3]

Poco si sa a proposito dell'aspetto di Babilonia al tempo della sua prima dinastia,cite-ref-14[11] ma si presuppone con buona certezza che fosse un periodo di grande prosperità. Ciò si può dedurre da diversi fattori: prima di tutto la presenza di una potente dinastia, ma anche per via della felice posizione geografica. La città fu infatti un crocevia per fondamentali rotte commerciali.cite-ref-15[12]

Gli scavi archeologici ai livelli dell'epoca paleo-babilonese non possono essere d'aiuto a ricostruire la mera struttura cittadina, in quanto gli edifici residenziali sono stati generalmente coperti dalla falda acquifera e quindi danneggiati irrimediabilmente.cite-ref-16[13]cite-ref-17[14] Tuttavia, si ritene che la città fosse organizzata già intorno al suo quartiere religioso (il futuro Eridu) che si trovava sulla riva sinistra dell'Eufrate, ma l'estensione esatta della città rimane incerta. In ogni caso sembra che, durante questo periodo, la città si estendesse sulla riva destra del fiume (il futuro quartiere Kumar), dove sono stati rinvenuti diversi templi.cite-ref-planorigines-18-0[15] Le migliori fonti di informazioni sugli edifici della città sono le iscrizioni rinvenute sugli stessi, che contengono i nomi degli antichi re babilonesi che commemorano la loro edificazione.cite-ref-19[16] Il re Sumu-la-El, fece costruire un nuovo muro perimetrale per la città e il palazzo reale che i suoi successori occuparono dopo di lui, prima che mwareAmmi-ditana ne facesse costruire un altro. La vita quotidiana nel palazzo reale di Babilonia si conosce grazie ad un paio di tavolette risalenti al tempo di Hammurabi e dalla corrispondenza diplomatica del re di mwariMari.cite-ref-20[17] Si ha notizia di sontuose offerte per gratificare alcune divinità della città. mwarcEsagila, il tempio del grande dio Marduk, fu oggetto di molte attenzioni da parte dei regnanti. La sua mwargmwarkziggurat non viene menzionata nei documenti scoperti, ma le indagini archeologiche sembrano datarla a questo periodo. I testi di Merkes indicano che l'area dove essa si trovava venne chiamata "nuova città meridionale" e venne abitata da una particolare classe di sacerdotesse nel tempo paleo-babilonesi, chiamate mwaronadītum.cite-ref-21[18]

Il periodo cassita

Dopo la presa di Babilonia da parte degli mwaseIttiti, la situazione politica in cui versò la città appare particolarmente oscura. In circostanze poco chiare, la regione cadde sotto il controllo di una dinastia mwasicassita. Un testo del VII secolo a.C., ritrovato a mwasmNinive in mwasqAssiria che si presenta come una copia di un'iscrizione del re cassita mwasuAgum II, riporta l'esistenza a Babilonia di statue dedicate al culto di mwasyMarduk e mwascṢarpanītum e il restauro dell'mwasgEsagila. Nulla si sa circa l'autenticità del testo, tanto più che tale re Agum risulta menzionato solo in testi posteriori al suo regno.cite-ref-22[19]

Allo stato delle attuali conoscenze, la dominazione cassita sulla città, viene accertata solo ai primi anni del mwas4XV secolo a.C., sotto Burna-Buriyåš I e, soprattutto, i suoi successori Ulam-Buriaš e Agum III.cite-ref-23[20] I re di questa dinastia, che si presentarono come monarchi di Karduniaš (il nome che i Cassiti usavano per indicare la Babilonia) piuttosto che "re di Babilonia," raramente appaiono in connessione con la città e le loro opere vengono menzionate di rado o per nulla. Sotto il re mwatyKurigalzu I, la centralità politica di Babilonia è messa in discussione: infatti, una nuova capitale venne fondata a mwatcDur-Kurigalzu, più a nord nella zona dove l'Eufrate e Tigri sono vicini, dove in seguito vennero stabilite altre capitali di regni mesopotamici (mwatgSeleucia al Tigri, mwatkCtesifonte e mwatoBaghdad).cite-ref-24[21].

Ciononostante, Babilonia rimase una città importante e prestigiosa, soprattutto perché il suo ruolo di centro religioso fu in crescita, come dimostra il fatto che l'Esagila ricevette molti terreni in donazione e mwauaMarduk si affermò gradualmente come dio supremo.cite-ref-25[22] Inoltre, si può notare che le sconfitte più significative subite dai re cassiti videro la presa di Babilonia da parte dei loro nemici, a sostegno della sua grande importanza. Intorno al 1235 a.C. la città fu saccheggiata dal re mwauuTukulti-Ninurta I degli mwauyassiri. I conflitti tra Babilonia e gli assiri continuarono fino l'intervento di un terzo contendente, quello del re di mwaucElam, mwaugShutruk-Nakhunte I, e di suo figlio Kutir-Nahhunte III che saccheggiarono la città dei suoi tesori e della statua del suo dio, nel 1158 a.C. e nel 1155 a.C.cite-ref-26[23].

L'aspetto della città di Babilonia durante il periodo cassita è ancora meno conosciuto rispetto a quello paleo-babilonese, in quanto vi è l'assenza di iscrizioni riguardanti la commemorazione dell'edificazione di edifici e perché gli scavi archeologici non possono essere d'aiuto per le stesse ragioni del periodo precedente.cite-ref-27[24]

La seconda dinastia di Isin e il periodo dell'indebolimento di Babilonia

Gli mwavuElamiti vennero respinti da Babilonia da una nuova dinastia originaria di mwavyIsin (detta mwavcIsin II), che riuscì a conquistare la città. Il loro re più grande, mwavgNabucodonosor I (1126-1105 a.C.), sconfisse gli Elamiti nel proprio paese e portò trionfalmente la statua di mwavkMarduk a Babilonia, un evento descritto in un lungo testo relativo ad un atto di donazione.cite-ref-28[25] Questo fatto fu particolarmente importante per la storia religiosa della città, poiché sembra sia in questo periodo che viene attribuito a Marduk il primato sugli altri dèi mesopotamici, con la stesura del poema epico della creazione (mwav4mwav8Enūma eliš), dove si narra di come egli divenne mwaware dei re.cite-ref-enumaelis-29-0[26] Stando allmwawu'mwawyEnûma Eliš, Babilonia è stata costruita dagli dèi ed è situata nel centro del mondo, a contatto con il Cielo e la Terra (un concetto materializzato dalla sua ziggurat, il cui nome significa "mwawcCasa di collegamento tra il Cielo e la Terra").

In breve tempo Babilonia ritornò a rivestire il ruolo di centro politico. Intorno al 1050 a.C. la città subì incursioni di vari popoli nomadi, tra cui i mwawkSiri. La fine del regno di Nabu-Shum-Libur (1032 a.C. - 1025 a.C.) segnò per Babilonia l'inizio di un periodo caotico, caratterizzato da frequenti cambiamenti dinastici. Sembra che tutte le principali città di questa regione andarono incontro a diversi periodi di violenza e Babilonia senza dubbio non fu un'eccezione.cite-ref-30[27]

Babilonia di fronte al dominio assiro

A partire dal mwaxcIX secolo a.C., la situazione iniziò a riprendersi e i re babilonesi lottarono per riaffermare il proprio dominio sulla regione, nonostante un sostanziale perdurare dell'instabilità politica.cite-ref-31[28] A questi problemi si aggiunsero nuove guerre contro l'Assiria, la quale vantava una posizione di maggior forza grazie a una situazione interna più stabile. La situazione precipitò sotto il regno del re assiro mwaxwTiglatpileser III, che dopo anni di battaglie conquistò Babilonia nel 728 a.C.

Tuttavia, la dominazione assira non fu continua e il nuovo re mwax4Sargon II (che restaurò i templi e le mura cittadine) si trovò di fronte ad un duro avversario, mwax8Marduk-apla-iddina II, che riuscì ad ottenere il controllo della città per due volte. mwayaSennacherib, successore di Sargon II, fu a sua volta causa di nuove rivolte a Babilonia quando mise uno dei suoi figli sul trono della città.cite-ref-assybaby-32-0[29]

Quest'ultimo durò poco tempo quando, in seguito a una rivolta, i ribelli lo catturarono e lo consegnarono ai loro alleati elamici che lo giustiziarono. La risposta di Sennacherib fu terribile e la sua vendetta si caratterizzò da un grande odio contro Babilonia: massacrò, infatti, gran parte della sua popolazione e distrusse molti edifici della città deviando le acque del fiume su di essi. La reale portata di tali distruzione rimane comunque un aspetto controverso; con ogni probabilità la città non venne completamente distrutta come invece sostenne il re assiro. Il figlio e successore mwayyEsarhaddon scelse la via della pacificazione e iniziò a ricostruire la città.cite-ref-33[30]

Nel 652 a.C. a Esarhaddon succedettero i suoi due figli: mwaywAssurbanipal regnò sull'Assiria, mentre Shamash-Shum-ukin venne messo sul trono di Babilonia.cite-ref-assybaby-32-1[29] Quest'ultimo, venne sconfitto dopo una dura guerra di quattro anni che si concluse con la sua morte durante l'assedio del 648 a.C. della sua città, quando venne bruciato nel fuoco appiccato al suo palazzo; questa storia dette vita al mito greco di mwaziSardanapalo. Dopo una prima fase di repressione, Assurbanipal si dimostrò meno brutale di suo nonno e ricostruì la città, a capo della quale egli pose un sovrano fantoccio, mwazmKandalanu. Alla fine, i re assiri si legarono profondamente alla storia di Babilonia e, probabilmente, influirono sul suo paesaggio urbano.cite-ref-34[31]

L'impero neo-babilonese e il culmine di Babilonia

Questa serie di rivolte probabilmente indebolì l'Assiria, mentre a Babilonia lo spirito della resistenza divenne sempre più forte, più attiva e più unita. Alla morte di mwaz4Assurbanipal, avvenuta nel 627 a.C., i suoi successori furono impegnati in una lite per la successione, che risultò fatale per il loro regno. mwaz8Nabopolassar, probabilmente governatore del mwaaaPaese del Mare, si avvantaggiò di questi scontri per prendere il potere a Babilonia nel 625 a.C., prima di estendere gradualmente il conflitto verso il nord.cite-ref-35[32] Dopo anni di conflitto, finalmente riuscì a sconfiggere l'impero Assiro anche grazie all'aiuto del re dei mwaauMedi, mwaayCiassare, tra 614 a.C. e il 610 a.C. Suo figlio mwaacNabucodonosor II (605 a.C. 562 a.C.) gli succedette e con lui Babilonia raggiunse il suo apice. Questo periodo viene solitamente classificato come "periodo dell'impero neo-babilonese", che si estendeva attraverso gran parte dei confini del Medio Oriente verso l'mwaagEgitto all'mwaakanatolica mwaaoTauro e intorno alla mwaasPersia. I successori di Nabucodonosor II riuscirono a mantenere in qualche modo il loro regno, ma non ebbero la forza dei fondatori della dinastia. L'ultimo re di Babilonia, mwaawNabonedo (556 a.C. - 539 a.C.), fu un personaggio enigmatico che iniziò una nuova classe dirigente per il suo regno, abbandonando il culto di Marduk a beneficio della sua divinità preferita, dio della luna mwaa0Sin.cite-ref-36[33]

I regni di Nabopolossar e di Nabucodonosor II corrispondono ad un periodo di profonde trasformazioni della città, disposti dal primo e completati dal secondo, di cui si ha conoscenza grazie alle molte registrazioni.cite-ref-37[34] Si tratta di opere che contribuiranno all'immagine leggendaria, tramandata da scrittori stranieri come mwabcErodoto, mwabgCtesia o gli autori della mwabkBibbia ebraica, di una città circondata da imponenti mura e dominata da notevoli monumenti: palazzi reali, templi, mwaboziggurat, strade principali, tra cui la "mwabsvia delle processioni" che partiva dalla mwabwporta di Ishtar. La vita economica e sociale della città si riscontra anche nei testi economici, amministrativi e accademici del periodo.cite-ref-nbtab-38-0[35]

Babilonia sotto la dominazione straniera

Nel 539 a.C., il re mwacopersiano mwacsCiro II attaccò Babilonia e in una notte la conquistò annettendola al suo impero facendole perdere la sua indipendenza.cite-ref-39[36] Il nuovo sovrano espresse la volontà di preservare la città e guadagnò il favore dei sacerdoti locali grazie ad un decreto a loro favorevole che è arrivato fino ai nostri giorni inciso su un cilindro di argilla. La caduta del mwadaregno di Babilonia e la fine dell'indipendenza politica non significò comunque il declino delle metropoli mesopotamiche, nonostante andassero incontro a numerose sconfitte nel tentativo di ribellarsi ai re persiani mwadeDario I (521 a.C.) e al suo figlio mwadiSerse I.cite-ref-esagildes-40-0[37]

Babilonia rimase, pertanto, un'importante città dell'impero, anche se non la capitale, e l'intera Babilonia un crocevia strategico in cui la nobiltà persiana possedeva vaste aree. Nel 331 a.C. Babilonia mwadgaccolse il re mwadkmacedone mwadoAlessandro Magno, dopo la mwadsvittoria di Gaugamelae. Alessandro si occupò di far eseguire numerosi restauri e vi si trasferì pochi mesi dopo la sua spedizione in mwadwIndia, prima di morire nel giugno 323.cite-ref-41[38] È a Babilonia che si dovrà redigere la prima divisione dell'impero tra i suoi generali.cite-ref-42[39] Il nuovo sovrano, mwaeuSeleuco I, non conferì a Babilonia lo status di capitale, dal momento che fece edificare per questo scopo mwaeySeleucia al Tigri a circa sessanta chilometri a nord-est;cite-ref-43[40] tuttavia Babilonia rimase molto importante, come testimonia ad esempio il fatto che suo figlio mwaesAntioco I vi rimase parecchi anni prima di prendere il potere. Più tardi il centro di gravità dell'impero seleucide si spostò verso ovest e mwaewAntiochia divenne la capitale principale dei loro successori, i quali gradualmente persero il controllo di Babilonia in seguito all'avanzata dei mwae0Parti, che la conquistarono definitivamente con mwae4Mitridate II (123 a.C. - 88 a.C.).cite-ref-44[41]

Durante la seconda metà del mwafqprimo millennio a.C., Babilonia rimase una città importante nella gestione degli imperi governati dalle dinastie straniere. Sotto gli mwafuAchemenidi, il governatore (chiamato nei testi mwafycuneiformi babilonesi con il titolo mwafcpahāt e non quello di mwafgsatrapo) gestiva una vasta provincia che copriva tutto l'antico impero Babilonese.cite-ref-45[42] Sotto i mwaf0Seleucidi, la città dovette soccombere a Seleucia come città principale del potere politico diventando un capoluogo secondario di provincia. Al tempo del regno di mwaf4Antioco IV (circa 170 a.C.), Babilonia divenne una città greca con la sua comunità di cittadini (la mwaf8politai greca, riportata con il termine mwagapuliṭē o mwagepuliṭānu nei testi babilonesi) guidata da un mwagiepistates.cite-ref-theatre-46-0[43] La comunità Babilonese indigena, che rimase probabilmente dominante in numero, formava la terza entità politica di questa società complessa governata da un'Assemblea (mwagckiništu) mentre l'autorità più alta era il mwaggšatammu. Sembra che anche sotto i Parti fossero state mantenute le stesse autorità, i quali non alterarono la struttura politica e sociale della città.cite-ref-47[44]

La fine di Babilonia antica

Il periodo della dominazione dei Parti vide il declino di Babilonia e il suo progressivo spopolamento in favore di più grandi centri di potere situati più a nord sul Tigri (Seleucia, mwag8Ctesifonte e, molto più tardi, mwahaBaghdad). Tuttavia i suoi principali monumenti furono ancora utilizzati: nel mwaheI secolo d.C., mwahiPlinio il Vecchio scriveva che il tempio continuava ad essere attivo, anche se la città era in rovina.cite-ref-48[45] Un'iscrizione greca, databile all'inizio del mwahcII secolo d.C., indica che il teatro veniva restaurato ancora una volta.cite-ref-49[46] Il periodo in cui la regione fu sotto il dominio dei mwahwSasanidi è quello in cui generalmente si considera la definitiva scomparsa dell'antica cultura mesopotamica.cite-ref-50[47]

Durante il periodo islamico, la posizione di Babilonia non era conosciuta, ma mwaiiBābil era un piccolo villaggio descritto dal geografo mwaimIbn Hawqal del mwaiqX secolo. Gli scrittori dei secoli successivi parlano solo delle rovine e il fatto che esse vennero spogliate dei loro mattoni più solidi per essere utilizzati nella costruzione di edifici residenziali.cite-ref-dicoislam-51-0[48] L'antica città finì completamente nella leggenda.

Babilonia al suo apice

Eccetto che per un paio di edifici di epoca paleo-babilonese, le più antiche rovine di Babilonia non sono state ancora portate alla luce e gli scritti giunti fino a noi non permettono di ricavare informazioni sufficienti per conoscere quale fosse l'aspetto della città in quei tempi. Pertanto le uniche ricostruzioni su come apparisse la città si riferiscono al periodo neo-babilonese (624 a.C. - 539 a.C.) e al periodo achemenide (539 a.C. - 331 aC.), di cui si possono trovare testimonianze negli scavi archeologici che hanno permesso di conoscere i principali monumenti ufficiali (palazzi e templi), una zona residenziale, le mura e le porte, fornendo una panoramica di massima della città.cite-ref-52[49] Il confronto dei reperti con le fonti testuali in mwai8caratteri cuneiformi, che descrivono la posizione dei suoi grandi templi, ma anche i luoghi di culto più piccoli e di tutti i luoghi più importanti, ha permesso di avere una visione più chiara e complessiva di Babilonia.cite-ref-tintir-53-0[50] A questi testi si è affiancato lo studio degli autori greci (soprattutto mwajqErodoto e mwajuCtesia) che ha permesso di ricavare ulteriori informazioni utili per scoprire quale fosse l'assetto politico, sociale ed economico della città.

Un'antica "megalopoli"

Al suo apice, si stima che la città di Babilonia si estendesse su circa 1000 ettari, mentre le stime sul numero di abitanti che vi si risiedessero appaiono alquanto difficili.cite-ref-54[51] L'ipotesi di una popolazione di 100.000 abitanti per la sola città dell'entroterra è stata avanzata seppur senza che vi siano basi solide.cite-ref-55[52] In ogni caso, tra il periodo neo-babilonese e quello achemenide, fu certamente una città molto popolosa tanto da poter essere definita una "mwakamegalopoli" dell'antichità.cite-ref-56[53] Traboccante di attività, catturò l'attenzione e l'immaginazione di osservatori esterni. Lo spazio urbano di Babilonia fu molto diseguale e i quartieri centrali noti sono stati in gran parte portati alla luce. Diversi aspetti della sua progettazione sono stati identificati dagli scavi che completano le fonti mwakuepigrafiche: le mura, i corsi d'acqua e alcune aree residenziali.

La città antica

La città era famosa nell'antichità soprattutto per la ziqqurat, per la strada processionale che si apriva con la porta chiamata mwakgporta di Ishtar (oggi ricostruita nel mwakkPergamon Museum di Berlino), i suoi templi e per i mwakoGiardini Pensili, una delle mwakssette meraviglie del mondo.

Babilonia era, nell'antichità, un grande centro di astronomia e di astrologia. Benché espertissimi nell'osservazione del cielo, non sembra però che i Babilonesi avessero notato la mwak0precessione degli equinozi. Nelle innumerevoli tavole di argilla, sia sumeriche che babilonesi, scoperte in Iraq, si trova la soluzione di vari problemi matematici, fra cui quella di equazioni di secondo grado.

Babilonia fu una delle città più popolose del mondo antico e fu la prima mwak8metropoli nella mwalastoria umana ad avere 200.000 abitanticite-ref-57[54]. Nel tempo del suo massimo splendore, il numero totale dei suoi abitanti non è conosciuto, ma sotto il regno di mwaluDario tuttavia, quando Babilonia conquistata da Alessandro Magno era stata ridotta a una delle tante città dell'impero persiano, gli abitanti erano ben 370.000, senza contare gli schiavi che porterebbero probabilmente tale numero a duplicarsi o perfino a triplicarsicite-ref-58[55].

Un maestoso palazzo cinto da poderose mura era la sede del reggente della città che in epoca persiana divenne il mwalssatrapo della regione.

Il mito della fondazione di Babilonia

A quei tempi si elaboravano miti per nobilitare le origini delle città. Poiché nell'universo regnava il Caos, la dea mwal4Tiāmat e il dio mwal8Marduk si scontrarono. Marduk voleva mettere ordine nell'universo e combatté fino a quando non uccise Tiāmat. Poi Marduk prese il corpo della sua nemica Tiāmat e lo divise in due parti: con metà formò il firmamento celeste, con l'altra metà formò le fondamenta della terra. Poi Marduk assegnò a tutti gli altri dèi i loro posti e creò il Sole, la Luna, le stelle. Ma gli dèi gridarono: "Signore Marduk, tu hai affidato un compito a ciascuno di noi ma non hai dato a nessuno l'incarico di servirci e di sostenerci mentre noi lo eseguiremo". Rispose Marduk: "Prenderò sangue di Kingu e fango e ne formerò un piccolo fantoccio. Il suo nome sarà Uomo. Uomo servirà gli dèi".
Allora gli dèi soddisfatti gridarono: "Signore Marduk, noi vorremmo mostrarti la nostra gratitudine costruendoti un santuario sulla terra". Per due anni interi lavorarono e al terzo anno la città di Babilonia fu innalzata, e sopra tutti i santuari si ergeva quello di Marduk.

Babilonia aveva oltre cinquanta templi che dimostrano la religiosità dei babilonesi. In mwamiBabylonian and Assyrian Religion di Samuel Henry Hookecite-ref-59[56] Babilonia viene detta "la città in cui Marduk deteneva il primato sugli altri dèi". Al tempo di mwamcNabucodonosor II, secondo Hooke a Babilonia c'erano non meno di 58 templi appartenenti a dèi.

A dimostrare quanto radicata, importante e vasta fosse la religione a Babilonia, un'antica iscrizione cuneiforme stilava questo rapporto: "Esistono in complesso a Babilonia 53 templi dei grandi dèi, 55 cappelle di Marduk, 300 cappelle per quelle divinità della Terra, 600 per le divinità del Cielo, 180 altari per la dea Ishtar, 180 per gli dèi Nergal e Adad e 12 per gli dèi restanti"cite-ref-60[57].

Babilonia nella Bibbia

Babilonia, dopo mwangGerusalemme, è la città più citata nella mwankBibbia in particolar modo nell'mwanoAntico Testamento, dove la si vede contrapposta al mwanspopolo di Dio, mwanwIsraele.

Secondo la Bibbiacite-ref-61[58] fu mwaoiNimrod (discendente di mwaomCus, figlio di uno dei tre figli di mwaoqNoè) il fondatore di Babilonia che sin dall'inizio, fu un mwaouoppositore di Dio. Secondo il racconto biblico l'ampliamento della città si interruppe per l'impossibilità degli addetti ai lavori di comunicare; fu il tempo della mwaoyTorre di Babele.cite-ref-62[59] Seguirono altre generazioni che costruirono una grande città e fu mwaosHammurabi che dette un contributo importante ampliandola fino a farla divenire capitale dell'Impero babilonese.

Dopo glorie e declini del primo impero fu mwao0Nabopolassar a rifondare un nuovo impero verso il 645 a.C. e fu il figlio mwao4Nabucodonosor II a portare al massimo splendore la città-impero.cite-ref-63[60] Un grande impero fino ad ottobre del 539 a.C. quando mwapmCiro il Grande distrusse la città. Secondo il racconto biblico la città apparentemente indistruttibile e imprendibile, fu conquistata e distrutta in una mwapqsola notte avverando la profezia di Geremia, di decenni prima, sulla sua distruzione.cite-ref-64[61]

Anche il mwapoprofeta Isaiacite-ref-65[62] predisse la distruzione della città circa due secoli prima del suo effettivo verificarsi nel mwap8539 a.C. Da quella data incominciò il declino dell'impero babilonese. Negli anni che seguirono si ribellò per due volte a mwaqaDario I quindi a mwaqeSerse I.

Il mwaqmmwaqqLibro di Geremia predice che Babilonia sarà un luogo "dove non abita alcuno, attraverso cui non passa alcun figlio d'uomo".cite-ref-66[63]

Nel mwaqoNuovo Testamento e precisamente nel libro di mwaqsApocalisse o mwaqwRivelazione la città viene utilizzata mwaq0come metafora del male, destinata all'annientamento eterno, in contrapposizione alla mwaq4Gerusalemme celeste.cite-ref-67[64]cite-ref-68[65] La metafora viene, però, attualizzata con riferimenti che inducono ad identificarla con la Roma di allora. Anche nella prima epistola di Pietro,cite-ref-69[66] l'apostolo sembra riferirsi a Roma con il nome di Babilonia.cite-ref-70[67]

Nabucodonosor, Nabonedo, Baldassarre furono solo alcuni dei regnanti babilonesi che ebbero a che fare con il popolo di Israele, e con i loro re, come Ezechia solo per citarne uno.

L'inimicizia viscerale fra le due nazioni è ben documentata in molti dei libri biblici come Genesi, Re, Cronache, Isaia, Daniele e Geremia, dimostrando come Dio permise che Babilonia avesse il sopravvento sul popolo di Israele e come fu impiegata nel ruolo di esecutrice materiale dei suoi giudizi verso il popolo israeliano stesso.

Babilonia nell'arte

Le espressioni artistiche babilonesi seguirono le tendenze dei popoli mwasmsemitici o mwasqindo-mwasueuropei che, in alternanza, occuparono la zona nel corso dei secoli. La presenza dei popoli semiti è rintracciabile per una maggiore eleganza e fantasia rispetto allo stile più grave dell'arte mwasysumera, allo stesso modo in cui il periodo neo-babilonese sostituirà il gusto dell'eleganza raffinata a quello mwascassiro impregnato di crudele fastosità.cite-ref-m-71-0[68]

Per quanto riguarda l'arte antico-babilonese, questa è poco visibile a causa delle acque sotterranee che rendono difficili gli scavi nello strato specifico. È documentata grazie a qualche mwas0scultura recuperata e agli elementi mwas4architettonici-scultorei-mwas8pittorici presenti nella città di mwataMari sull'mwateEufrate, in stile babilonese dell'epoca. Nell'architettura la tecnica usata è ancora quella mwatimesopotamica dei mwatmmattoni crudi, con la cottura solo per la pavimentazione e le fondamenta. La struttura del mwatqtempio è priva di un basamento artificiale, quindi bassa in altezza, mentre il modello del mwatupalazzo segue lo schema del tempio, che presenta un gran numero di sale attorno ad un nucleo centrale, costituito da due cortili.
Le sculture babilonesi mostrano variazioni nello stile, tendendo dai gusti tardo-sumeri a manifestazioni plastiche più rotonde, piene e realistiche.

Dopo la fase intermedia, nella quale l'arte babilonese subisce una battuta di arresto sotto il dominio dei mwatgCassiti (mwatk1600-mwato1200 a.C.), e subisce per qualche secolo l'arte assira, bisognerà attendere il periodo neo-babilonese per assistere ad una rinascita artistica.

Nel periodo neo-babilonese, si prediligono i templi anziché i palazzi reali, che divengono importanti centri artistici e assumono forme sempre più imponenti (mwatwziggurat). Nei palazzi diventa dominante il gusto delle mwat0torri di forma quadrata, dell'enorme sala del mwat4trono e la raffinatezza dei mwat8Giardini pensili di Babilonia. Una delle caratteristiche più peculiari dell'arte di questo periodo restano comunque i mattoni smaltati raffiguranti immagini simboliche di animali fantastici, che ricoprono le porte come le mura.cite-ref-m-71-1[68] È da ricordare, infatti, che le mura di mwauqBabilonia sono state a lungo presenti nell'elenco delle meraviglie dell'antichità.

Archeologia

Il sito della antica Babilonia (a circa 80mwaus km a sud di mwauwBaghdad) in Iraq, è costituito oggi solo da scarne rovine. L'archeologia di Babilonia ha permesso comunque la ricostruzione di alcune importanti opere, oggi visibili in alcuni musei specializzati sulla storia della città come ad esempio la mwau0Porta di Ishtar nel mwau4Pergamon Museum di mwau8Berlino. Gli scavi compiuti nel mwava1936 permisero la ricostruzione sia della mwaveporta di Ishtar che della strada processionale utilizzando pezzi che provenivano non solo dalla sola città di Babilonia, ma anche da mwaviUruk, mwavmAssur, Zincirli, mwavqTell Halaf e mwavuToprakkale.

Il mwavcWorld Monuments Fundcite-ref-72[Nota 4] insieme alla Commissione per i Beni Culturali della provincia di Babilonia ha sviluppato un recente progetto per impedire ulteriori deterioramenti degli scavi con il proposito inoltre di ulteriori scavi. mwavwSaddam Hussein aveva fatto costruire uno dei suoi palazzi su una mwav0collina della stessa città di Babiloniacite-ref-73[69]. Il sito archeologico oggi è comunque compromesso a causa della mwawiseconda guerra del Golfocite-ref-74[70].

Babilonia oggi

Il 5 luglio 2019, Babilonia è stata iscritta nella lista del patrimonio mondiale dell'UNESCO.cite-ref-75[71]

Oggi migliaia di persone vivono all'interno del perimetro delle antiche mura esterne della città e le comunità all'interno e intorno ad essa si stanno sviluppando rapidamente nonostante le leggi che limitano la costruzione.cite-ref-76[72]cite-ref-77[73]

Note

cite-note-4Nota 1. mwaxwbāb significa "porta", mwax0ilim è il genitivo di mwax4ilum, accadico per "dio", equivalente a mwax8DINGIR in sumero.
cite-note-12Nota 2. Proclama di mwaymTelepinu §§9-10, i 29-31: "Poi andò contro Babilonia e distrusse Babilonia sbaragliando i Hurriti e portando a Hattuša i prigionieri ed i beni di Babilonia."
cite-note-13Nota 3. Cronache di Babilonia, 20 riga 11: "Al tempo di Samsuditana gli Ittiti marciarono contro Akkad".
cite-note-72Nota 4. Un'organizzazione non profit che si occupa della conservazione dei patrimoni archeologici nel mondo.

Riferimenti

cite-note-11. mwazaFrancesco Costantino Marmocchi, mwazemwaziCorso di geografia storica: antica, del medio evo e moderna, vol.mwazm 1, p.mwazq 237.
cite-note-22. mwazkPaolo Burlasco, mwazoBabilonia. All'origine del Mito, Cortina, 2011.
cite-note-33. mwaz4mwaz8mwa0aRecensione di Babilonia. All'origine del mito, su mwa0eiyezine.com.
cite-note-54. Federico A. Arborio Mella, mwa0uDai Sumeri a Babele, Mursia, Milano 1978-1986, p. 122
cite-note-liverani24-65. mwa0smwa0wLiverani 2009,mwa00 p. 24.
cite-note-bibellexicon-76. mwa1mmwa1qBibellexicon,mwa1u p. 123.
cite-note-87. Federico A. Arborio Mella, op.cit.
cite-note-98. mwa1wJean-Claude Margueron, mwa10mwa14Mari, capitale sur l'Euphrate, su mwa18Le Monde de Clio.
cite-note-109. Dominique Charpin, «mwa2m Paléo-babyloniens (rois)mwa2q » mwa2umwa2yJoannès, 2001,mwa2c pp. 622-623.
cite-note-1110. Dominique Charpin, mwa2sHammu-rabi de Babylone, Paris, 2003mwa2w ; mwa20(mwa24mwa28ENmwa3a) M. Van De Mieroop, mwa3eKing Hammurabi of Babylon: A Biography, Malden, 2004
cite-note-1411. mwa3umwa3yGeorge, 1992,mwa3c pp. 15-20.
cite-note-1512. mwa3smwa3wMargueron, 2000,mwa30 pp. 463-465.
cite-note-1613. O. Pedersen, «mwa4e Archives et bibliothèques à l'époque paléo et médio-babyloniennemwa4i », mwa4mmwa4qBabylone, 2008,mwa4u p. 102. mwa4y(mwa4cmwa4gDEmwa4k) H. Klengel, mwa4oAltbabylonische Texte aus Babylon, Berlino, 1983.
cite-note-1714. E. Klengel-Brandt, «mwa44 La culture matérielle à l'époque paléo-babyloniennemwa48 », mwa5amwa5eBabylone, 2008,mwa5i p. 58.
cite-note-planorigines-1815. J.-C. Margueron, «mwa5y Aux origines du plan de Babylonemwa5c », dans C. Breniquet et C. Kepinski (dir.), mwa5gÉtudes mésopotamiennes, Recueil de textes offerts à Jean-Louis Huot, Parigi, 2001, p. 335.
cite-note-1916. B. André-Salvini, «mwa5w Inventaire des sourcesmwa50 », mwa54mwa58Babylone, 2008,mwa6a pp. 39-47.
cite-note-2017. Dominique Charpin, «mwa6q Hammu-rabi de Babylone et Mari: nouvelles sources, nouvelles perspectivesmwa6u », dans J. Renger (dir.), mwa6yBabylon: Focus mesopotamischer Geschichte, Wiege früher Gelehrsamkeit, Mythos in der Moderne, Sarrebruck, 1999, p. 111-130
cite-note-2118. Dominique Charpin, «mwa6o Un quartier de Babylone et ses habitantsmwa6s », su mwa6wBibliotheca Orientalis 42, 1985, p. 265-278.
cite-note-2219. mwa7a(mwa7emwa7iENmwa7m) M. Astour, «mwa7q The name of the ninth Kassite rulermwa7u », in mwa7yJournal of the American Oriental Society 106, 1986, p. 329. Per le discussioni su questo aspetto: mwa7c(mwa7gmwa7kENmwa7o) H. Gasche, «mwa7s Babylon's Collapse and Revivalmwa7w », dans H. Gasche, J. A. Armstrong et S. W. Cole (dir.), mwa70Dating the Fall of Babylon, A Reappraisal of Second-Millennium Chronology, Gand et Chicago, 1998, p. 83-88mwa74 ; J. Freu et M. Mazoyer, mwa78Des origines à la fin de l'ancien royaume hittite, Les Hittites et leur histoire 1, Paris, 2007, p. 111-117mwa8a ; J. Tavernier, «mwa8e Les Hittites dans les sources mésopotamiennesmwa8i », dans I. Klock-Fontanille, S. Biettlot et K. Meshoub (dir.), mwa8mIdentité et altérité culturellesmwa8q : le cas des Hittites dans le Proche-Orient ancien, Bruxelles, 2010, p. 171-192.
cite-note-2320. B. Lion, «mwa8g Cassites (rois)mwa8k », mwa8omwa8sJoannès, 2001,mwa8w p. 164.
cite-note-2421. M. Sauvage, «mwa9a Dûr-Kurigalzumwa9e », mwa9imwa9mJoannès, 2001,mwa9q p. 248.
cite-note-2522. mwa9g(mwa9kmwa9oENmwa9s) T. Oshima, «mwa9w The Babylonian god Mardukmwa90 », mwa94mwa98Leick, 2007,mwa-a p. 349.
cite-note-2623. F. Vallat, «mwa-q Šilhak-Inšušinakmwa-u », mwa-ymwa-cJoannès, 2001,mwa-g p. 819.
cite-note-2724. E. Klengel-Brandt, «mwa-w La culture matérielle à l'époque kassitemwa-0 », mwa-4mwa-8Babylone, 2008,mwa-a p. 110.
cite-note-2825. F. Joannès, «mwa-q Nabuchodonosor Imwa-u », mwa-ymwa-cJoannès, 2001,mwa-g p. 554.
cite-note-enumaelis-2926. mwa-w(mwa-0mwa-4ENmwa-8) W. G. Lambert, «mwbaa mwbaeThe Reign Nebuchadnezzar I: A Turning Point in the History of Ancient Mesopotamian Religionmwbai », W. S. McCullough, mwbamThe Seed of Wisdom, Toronto, 1964, p. 3-13. mwbaq(mwbaumwbayENmwbac) T. Oshima, «mwbag The Babylonian god Mardukmwbak », mwbaomwbasLeick, 2007,mwbaw pp. 349-353. mwba0(mwba4mwba8ENmwbba) D. Katz, «mwbbe Reconstructing Babylon: Recycling Mythological Traditions Toward a New Theologymwbbi », mwbbmmwbbqBabylon, 2011,mwbbu pp. 123-134.
cite-note-3027. F. Joannès, «mwbbk Babyloniens post-cassites (rois)mwbbo », dans mwbbsmwbbwJoannès, 2001,mwbb0 pp. 117-118.
cite-note-3128. F. Joannès, «mwbce Babyloniens post-cassites (rois)mwbci », mwbcmmwbcqJoannès, 2001,mwbcu pp. 118-119.
cite-note-assybaby-3229. F. Joannès, mwbcsLa Mésopotamie au I millénaire avant J.-C., Parigi, 2000, p. 86-87
cite-note-3330. S. Lackenbacher, mwbc8Le palais sans rival, Le récit de construction en Assyrie, Parigi, 1990, p. 63-67
cite-note-3431. mwbdm(mwbdqmwbduDEmwbdy) P. A. Miglus, «mwbdc Das neue Babylon der Sargonidenmwbdg », dans J. Renger (dir.), mwbdkBabylon: Focus mesopotamischer Geschichte, Wiege früher Gelehrsamkeit, Mythos in der Moderne, Sarrebruck, 1999, p. 281-296
cite-note-3532. F. Joannès, «mwbd0 Néo-babyloniens (rois)mwbd4 », mwbd8mwbeaJoannès (dir.), 2001,mwbee pp. 568-569.
cite-note-3633. Lawrence Boadt "Reading the Old Testament - an introduction" (second edition, 2012), chapter 20, the Exile near its end p.363.
cite-note-3734. mwbeg(mwbekmwbeoENmwbes) D. J. Wiseman, mwbewNebuchadrezzar and Babylon, Londres, 1985. mwbe0mwbe4Babylone, 2008,mwbe8 pp. 234-236.
cite-note-nbtab-3835. O. Pedersen, «mwbfm Archives et bibliothèques à l'époque néo-babyloniennemwbfq », in mwbfumwbfyBabylone, 2008,mwbfc pp. 177-179.
cite-note-3936. F. Joannès, «mwbfs Achéménides (rois)mwbfw », in mwbf0mwbf4Joannès (dir.), 2001,mwbf8 pp. 1-4. A. Invernizzi, «mwbga Babylone sous domination persemwbge », in mwbgimwbgmBabylone, 2008,mwbgq pp. 239-241.
cite-note-esagildes-4037. mwbgg(mwbgkmwbgoENmwbgs) R. J. Van der Spek, «mwbgw The Size and Significance of the Babylonian Temples under the Successorsmwbg0 », in P. Briant et F. Joannès (dir.), mwbg4La Transition entre l'empire achéménide et les royaumes hellénistiques, mwbg8Persika 9, Paris, 2005, p. 266-275
cite-note-4138. F. Joannès, «mwbhm Alexandre le Grandmwbhq »,in mwbhumwbhyJoannès (dir.), 2001,mwbhc pp. 33-35. A. Invernizzi, «mwbhg Les dominations grecque et parthemwbhk », in mwbhomwbhsBabylone, 2008,mwbhw p. 251. J. Teixidor, «mwbh0 La Babylonie au tournant de notre èremwbh4 », in mwbh8mwbiaBabylone, 2008,mwbie p. 378.
cite-note-4239. F. Joannès, «mwbiu Hellénistiques (rois)mwbiy », in mwbicmwbigJoannès (dir.), 2001,mwbik pp. 377-379.
cite-note-4340. L. Capdetrey, mwbi0Le pouvoir séleucide. Territoire, administration, finances d'un royaume hellénistique (312-129 av. J.-C.), Rennes, 2007, p. 52-57
cite-note-4441. F. Joannès, «mwbje Parthes (rois)mwbji », in mwbjmmwbjqJoannès (dir.), 2001,mwbju pp. 634-636.
cite-note-4542. P. Briant, mwbjkHistoire de l'Empire perse, de Cyrus à Alexandre, Paris, 1996, p. 500-503
cite-note-theatre-4643. A. Invernizzi, «mwbj0 Les dominations grecque et parthemwbj4 », in mwbj8mwbkaBabylone, 2008,mwbke pp. 252-253mwbki ; mwbkm(mwbkqmwbkuENmwbky) R. J. Van der Spek, «mwbkc The theatre of Babylon in cuneiformmwbkg », in W. H. van Soldt (dir.), mwbkkVeenhof Anniversary Volume. Studies presented to Klaas R. Veenhof on the occasion of his sixty-fifth birthday, Leyde, 2001, p.445-456mwbko ; mwbks(mwbkwmwbk0ENmwbk4) D. T. Potts, «mwbk8 The mwblapolitai and the mwblebīt tāmartu: The Seleucid and Parthian Theatres of the Greek Citizens of Babylonmwbli », in mwblmmwblqBabylon, 2011,mwblu pp. 239-251.
cite-note-4744. mwblk(mwblomwblsENmwblw) D. Kennedy, mwbl0Late Babylonian Economic Texts, Londres, 1968mwbl4 ; mwbl8(mwbmamwbmeENmwbmi) T. Boyt, mwbmmLate Achaemenid and Hellenistic Babylon, Louvain, 2004mwbmq ; mwbmu(mwbmymwbmcENmwbmg) M. J. H. Lissen, mwbmkThe Cults of Uruk and Babylon, The Temple Rituals Texts as Evidence for Hellenistic Cult Practices, Leyde, 2004
cite-note-4845. Plino il Vecchio, mwbm0mwbm4Naturalis historia, VI, 30
cite-note-4946. J. Teixidor, «mwbni La Babylonie au tournant de notre èremwbnm », in mwbnqmwbnuBabylone, 2008,mwbny p. 380.
cite-note-5047. mwbno(mwbnsmwbnwENmwbn0) M. J. Geller, «mwbn4 The Last Wedgemwbn8 », in mwboaZeitschrift für Assyriologie 87, 1997, p. 43-95
cite-note-dicoislam-5148. G. Awad, «mwboq Bābilmwbou », in mwboymwbocEncyclopédie de l'Islam I, Louvain, 1960, p. 846
cite-note-5249. mwbosmwbowMargueron, 2000,mwbo0 pp. 454-459. mwbo4mwbo8André-Salvini, 2009,mwbpa pp. 7-17.
cite-note-tintir-5350. mwbpqmwbpuGeorge, 1992,mwbpy pp. 1-72.
cite-note-5451. mwbpomwbpsMargueron, 2000,mwbpw pp. 465, 467.
cite-note-5552. mwbqamwbqeAndré-Salvini. 2009,mwbqi p. 46.
cite-note-5653. mwbqymwbqcMargueron, 2000,mwbqg p. 478.
cite-note-5754. mwbqw(mwbq0mwbq4EN) mwbq8mwbraLargest Cities Throughout History, su mwbreThoughtCo. mwbriURL consultato il 23 novembre 2022.
cite-note-5855. mwbryFrancesco Costantino Marmocchi, mwbrcmwbrgDizionario di geografia universale ...: preceduta da brevi preliminari discorsi sulla geografia, sulla cosmografia ... e seguita da un grande specchio rappresentante la Bilancia politica del globo nell'anno 1854 ..., Societa editrice italiana, 1858. mwbrkURL consultato il 23 novembre 2022.
cite-note-5956. mwbr0S. H. Osmania University e Digital Library Of India, mwbr4mwbr8Babylonian And Assyrian Religion, Hutchinsons University Library., 1953. mwbsaURL consultato il 23 novembre 2022.
cite-note-6057. mwbsqThe Bible As History, di Werner Keller, New York, 1956, p. 299 ( trad. ital.mwbsu :mwbsyLa Bibbia aveva ragione, trad. di Guido Gentili, Garzanti, 1977, Vol. 2, pp. 267, 268 )
cite-note-6158. mwbsomwbssmwbswGenesi 10,8-12, su mwbs0laparola.net..
cite-note-6259. mwbtemwbtimwbtmGenesi 11,9, su mwbtqlaparola.net..
cite-note-6360. mwbtgmwbtkmwbtoDaniele 4,27-30, su mwbtslaparola.net.
cite-note-6461. mwbt8mwbuamwbueGeremia 51,30-32, su mwbuilaparola.net.
cite-note-6562. mwbuymwbucmwbugIs 13,19, su mwbuklaparola.net.;mwbuomwbusmwbuwIs 14,22-23, su mwbu0laparola.net..
cite-note-6663. mwbve(mwbvimwbvmEN) mwbvqmwbvuBible Gateway passage: Geremia 50, Geremia 51 - La Nuova Diodati, su mwbvyBible Gateway. mwbvcURL consultato il 23 novembre 2022.
cite-note-6764. mwbvsmwbvwmwbv0Apocalisse 18,21, su mwbv4laparola.net..
cite-note-6865. mwbwimwbwmmwbwqApocalisse 21, 10, su mwbwulaparola.net..
cite-note-6966. mwbwkmwbwomwbws1 Pt 5,13, su mwbwwlaparola.net..
cite-note-7067. mwbxaBabilonia all'origine del mito di Paolo Brusasco, p. 9, Cortina Ed., Milano 2012 ISBN 978-88-6030-441-4.
cite-note-m-7168. mwbxcLe muse, De Agostini, Novara, 1964, Vol. I, p. 499
cite-note-7369. mwbxsmwbxwmwbx0L'Iraq vuole recuperare Babilonia, in mwbx4mwbx8Il Post, 3 gennaio 2011. mwbyaURL consultato il 21 maggio 2018.
cite-note-7470. mwbyqPaolo Brusasco, commento sovracoperta, mwbyuBabilonia all'origine del mito, Milano, Cortina Editore, 2012.
cite-note-7571. mwbyk(mwbyomwbysEN) Bobby Allyn, mwbywmwby0UNESCO Adds Ruins Of Ancient Babylon To Its List Of World Heritage Sites, in mwby4NPR, 5 luglio 2019. mwby8URL consultato il 23 novembre 2022.
cite-note-7672. mwbzmWorld Monuments Fund, mwbzqmwbzuBabylon Site Management Plan, 2015. mwbzyURL consultato il 29 giugno 2023.
cite-note-7773. mwbzomwbzsmwbzwManagement Plan of Babylon, su mwbz0whc.unesco.org mwbz4(archiviato dall'mwbz8url originale il 5 luglio 2020).

Bibliografia

• mwbamMaria Giovanna Biga, I Babilonesi, Roma, Carocci, 2004.
• mwbauPaolo Brusasco, Babilonia. All'origine del Mito, prefazione di Giulio Giorello, Milano, Cortina, 2012, ISBN 978-88-6030-441-4.
• citerefbibellexikonHelmut Burkhardt, Fritz Grünzweig, Fritz Laubach e Gerhard Maier (a cura di), Nuovo dizionario enciclopedico illustrato della Bibbia (Das Große Bibellexikon), Piemme, 1997 [1987-1988].
• mwbagMichael Jursa, I babilonesi, Bologna, Il Mulino, 2007.
• mwbao(EN) Werner Keller, The Bible As History, New York, 1956.
• citerefliverani-2009Mario Liverani, Antico Oriente: storia, società, economia, Roma-Bari, Laterza, 2009, ISBN 978-88-420-9041-0.
• mwba0(EN) Adolf Leo Oppenheim, Mesopotamia, ritratto di una civiltà scomparsa [Ancient Mesopotamia—Portrait of a Dead Civilization], a cura di Erica Reiner, Chicago, 1964.

Voci correlate
Altri progetti

Altri progetti

• Wikiquote
• Wikimedia Commons

• Wikiquote contiene citazioni su Babilonia
• Wikimedia Commons contiene immagini o altri file su Babilonia

Collegamenti esterni

• citerefsapere-itBabilònia, su sapere.it, De Agostini.
• citerefbritannica-com-place-babylon-ancient-city-mesopotamia-asia(EN) Henry W.F. Saggs, Babylon, su Enciclopedia Britannica, Encyclopædia Britannica, Inc.
• citerefbritannica-com-place-babil(EN) Babil, su Enciclopedia Britannica, Encyclopædia Britannica, Inc.
• (EN) Babilonia, su Comic Vine, Fandom.
• mwbda(EN) British Museum. A guide to the Babylonian and Assyrian antiquities, su scribd.com. URL consultato l'8 febbraio 2018 (archiviato dall'url originale il 4 luglio 2013).